Ai confini della mitezza, esplorando terre sconosciute, aloha!

19 novembre 2017

 

 

Abbiamo confidenza con i demoni interiori

sappiamo che al momento giusto poi saltano fuori

Ci vuole pioggia

vento

e sangue nelle vene

Tensione Evolutiva/Jovanotti

Ogni tanto mi sale la domanda. Perché? Perché mi piace.

[Vado a farmi un giro-Jova Zelanda]

 

 

La sensazione è questa. Abbracciare il mistero, l’ignoto come nell’Oceano hawaiano in cui mi sono immersa.

E andare oltre. Oltre le apparenze di quello che si pensa debba essere. Perché il pensiero è un limite. A volte.

Perché è come quando scegli di viaggiare sulla strada sterrata invece di prendere la famosa strada maestra, l’autostrada che ti porta, sicuro sicuro e il più velocemente possibile, dove devi arrivare.

Ma poi dove devi arrivare? E come ci vuoi andare? E la meta? La strada? Il viaggio? E quello che puoi vedere, imparare, scoprire? L’esperienza che puoi fare? 

Io cerco quello. L’esperienza. 

Anni fa c’è stato un lungo periodo della mia vita in cui silenziosa ed ermetica viaggiavo tra le pagine dei diari di Anaïs Nin. 

Era la sua grazia nello scrivere ad attrarmi, la sua dolcezza nel lasciarsi andare alle cose, osservandole, raccontandole, consapevole del fatto che è l’anima ad essere in cammino ed il corpo la segue, a volte recalcitrando un po’. Perché si sa la testa vuol sempre dire la sua, capire, sapere prima le cose, controllarle, decidere.

La vita normale - scrive Anaïs - non mi interessa. Cerco solo i momenti più intensi. Sono d'accordo con i surrealisti, alla ricerca del meraviglioso. Voglio essere uno scrittore che ricorda agli altri che questi momenti esistono. Voglio dimostrare che c'è spazio infinito, significato infinito, dimensione infinita. Ma non sono sempre in quello che chiamo stato di grazia. Ho giorni di luce e di ombra.  Ho giorni in cui la musica nella mia testa si ferma. Poi aggiusto i calzini, poto gli alberi, preparo le conserve, lucido i mobili. Ma mentre lo sto facendo, sento di non vivere.

Una delle cose più belle che imparo nella Vita è proprio questa, vivere nei giorni di luce e fare altrettanto con quelli di ombra. Accettare il movimento e accettare la stasi. Accettare ciò che è, così come è, senza cercare di cambiarlo. Ma fluendo nel cambiamento. Osservare il rituale naturale dell’entropia delle cose che si mischiano, quando tra luce e ombra non ci sono confini. Accettare la nebbia, lasciarle il tempo perché si diradi. 

Esplorare le ombre come in una jungla, quando ci entro senza la mappa, col machete e con la voglia di sopravvivere. È l’ignoto. Questa è la vera magia. Lasciare che si trasformi, che prenda forma, lasciare andare la paura, liberarla da ogni cellula, scaricarla a terra perché diventi humus, decomposto e trasformato, nuovo nutrimento.

Lasciarmi sorprendere. Dalla bellezza. Da questo meraviglioso che mi circonda. Ovunque. Perché non c’è solo la luce, non ci sono solo le cose che si vedono perché sono illuminate. Ci sono anche quelle che sentiamo, che percepiamo, che ci avvolgono. Là, dove non vogliamo andare e ci sentiamo trascinati a farlo, tirati per i capelli. Come il mito di Persefone, che scesa negli inferi, ne diventa Regina e impara a mediare fra la realtà ordinaria e quella non ordinaria, come il fato che conduce chi vuole, trascinando chi non vuole. Abracadabra, essere miti, trascendere nella mitezza. Imparare a ricevere, immergersi negli Inferi e riemergere.

Devo ringraziare Padre Jean-François per avermi spiegato il concetto di docilità. Che da selvaggia, testarda e resistente quale ero proprio non mi andava giù, a prescindere. Oggi ci ripenso, seduta ai tavolini del Cows’ End di Venice. 

Mi sono regalata una mattina a guardare le persone, le vite degli altri, quelle che per un attimo mi scorrono davanti in attesa di un caffè, le loro chiacchiere in sottofondo, le facce, le espressioni, i segni del corpo, gli odori e il tempo che si dilata. Fluisco io, fluiscono loro.

Resistenza e docilità, ciò con cui mi confronto.

E stamattina mi risuonano come un invito le parole del frate francese, che mi piaceva ascoltare in una chiesa nascosta tra i vicoli bolognesi, ancora non siamo stanchi di non conoscerci bene? Entrando nella docilità - spiegava nel suo saio grigio - ho la sicurezza totale che Dio (o chiamiamolo Grande Spirito, Wakan Tanka, Universo, Anima, Sè Superiore o il Grande Creato, o non chiamiamolo) farà qualcosa, e ringrazio, perché è così che entro nella mia vera missione, non mi lamento davanti a ciò che non mi piace, perché avrò ciò che chiedo. Avrò la Terra Promessa, perché noi siamo formati di Terra. Noi siamo la nostra Terra interiore, la nostra identità, la nostra personalità. 

Allora entrare nei territori dell’ignoto, tuffarsi o lasciarsi andare camminando nelle sue acque, nelle sue nebbie, fidandoci di ciò che sentiamo, più che di quello che vediamo, significherà entrare nella Terra Promessa, nel nostro Sé più profondo. E per fare questo c'è bisogno di essere miti. Arrendersi a qualcosa di più grande. Come l’Oceano.

- Quanto tempo ci avete messo per cominciare a capirvi un po', e ancora non vi capite completamente neanche oggi? - chiedeva le petit gris, sorridendo davanti a tanta beata ignoranza - vi domandate: perché reagisco così? Perché non sono capace di superare questo o quello, perché…? - e ridendo di gusto col suo accento francese - Perché ci mettiamo tanto tempo per accettare una condizione? Perché abbiamo la testa dura e non vogliamo imparare. (E mi sembra di vedermi, alzare il sopracciglio.) - e poi continuava a spiegare con l’ovvietà delle cose semplici che non si fanno afferrare - Non ho bisogno di nessuno per imparare chi sono, nessuno ha niente da dirmi…e come si chiama questa? Resistenza. L'opposto della mitezza. 

Perdiamo tanto tempo se resistiamo alla Sacre Leggi, alla Natura delle Cose, (io la chiamo così, lui lo chiama Dio) se non accettiamo né le situazioni, né le correzioni, né gli eventi. Invece quando siamo miti, docili, impariamo tutto subito e velocemente. Ci specchiamo nel mondo, che in altre lingue spirituali è la Legge dell’Attrazione (a cosa resisto/cosa attraggo - what you resist, persists).

-Guarda nella tua vita, quanto tempo hai perso nella resistenza? - è una bella domanda a cui lui rispondeva raccontando la metafora del popolo di Dio che che perse 40 anni nel deserto per fare un viaggio che ci si mettono 2 settimane a fare.  Ma il suo era solo un altro modo di spiegare le cose, 40 anni è il tempo della maturità, che sia scritto nei Vangeli o nella Numerologia o all’anagrafe. È umanamente fisiologico per imparare, però poi va imparato che si possono fare le cose in modo diverso. È quando smettiamo di perdere tempo a vedere chi ha la testa più dura, quando andiamo a vedere come reagiamo di fronte ad una difficoltà, ad un cambiamento, senza pensare di sapere già tutto, come vanno le cose, come devono andare. Aprirsi ad un altro cammino, prendere una strada nuova.

Oggi è giorno di Luna Nuova in Scorpione e la luna che non vediamo, ci chiede di guardare proprio lì, dove è la resistenza nella nostra vita, cosa non vogliamo accettare, cosa non vogliamo imparare, addirittura cosa non vogliamo vedere? È una Luna che chiede fiducia, che vuole mostrarci qualcosa, per essere pronti a rischiare e viaggiare ancora una volta nelle regione sconosciuta della nostra verità più profonda, per ritrovare l’autenticità.

Quel giorno di fine ottobre, in cui mi immergevo nella Grande Pancia dell’Oceano, e la sentivo accogliente, mi sono lasciata andare al nuovo viaggio, con fiducia. Così oggi questa foto mi ritorna per fare altrettanto. Perché tutta questa incredibile bellezza che abbiamo intorno, non è al di fuori di noi, ma dentro di noi, perché tutto ciò che desideriamo è già lì. ‘Ovunque tu sia, e qualsiasi cosa tu faccia, sii innamorato.’ è una bellissima frase del mistico persiano Rumi. Il cuore si allena davvero come ogni altro muscolo. Se non lo usiamo, raggrinzisce. Quello che facciamo scorrere dentro le nostre vene dipende da noi, come lo nutriamo dipende da noi, l’energia che lasciamo che ci scorra dentro dipende da noi. Io ho scelto che sia l’amore per ciò che faccio. Ho scelto di esserci, al 100%. E ogni giorno è come entrare dentro quell’acqua, a volte trasparente a volte nebbiosa, e rinascere. Avere il coraggio di farlo sta a me.  Il coraggio di mettermi in gioco e anche quello di giocare. La vera magia, me lo voglio ricordare, sta nel non prendermi troppo sul serio. In quello che penso di essere, in quello che faccio o dico, in quello che sono. Ma sapermi trasformare. Con la consapevolezza che come esseri umani, siamo molto di più di quello che pensiamo di essere. È il pensiero che ci limita. 

Io mica lo avevo mai pensato che ci sarebbe stato un giorno in cui avrei lasciato il mio lavoro di una vita, quello dove avevo conquistato i miei privilegi. Però l’ho fatto. E ci sono stata giorni in cui mi sono giudicata per averlo fatto. Poi ho smesso e ho deciso di vivere la vita a modo mio, my own way, à ma manière.
Detto in francese mi piace tantissimo, suona come tutti quegli inutili ma che a volte frenano dal fare le cose che poi se le vuoi fare ma perché non farle?

Allora stanotte trasmutiamo, fluendo liberi, seguendo il cuore, lasciando andare l’attaccamento per ciò che negli anni ci aveva legato fino a confondere l’essere con l’avere.

Che Libertà sia, nuda, immensa e potente.

 

Carlotta Guerra ha raccontato il mio battesimo in uno scatto nella bellissima isola di Kauai, la più antica delle Hawaii, nel mezzo dell’Oceano Pacifico, dove mai avrei pensato di poter arrivare, ma dove ho desiderato andare e dove poi sono andata a raggiungere il sogno, che mi stava aspettando.Carlotta è una guerriera, un’artista, una fotografa, un’esploratrice dei bassifondi dell’anima con le sue macchine fotografiche, dove porta luce, giocando con le ombre, ed è una donna che non si stanca mai di andare a cercare nuove sfide. Qualche anno fa è arrivata negli Stai Uniti con una nave cargo perché all’epoca non volava, ma negli Stati Uniti ci voleva andare (da quel viaggio è nato Never say never, cercatelo tra i sui progetti su www.carlottaguerra.com). Per me è una sorella e una pioniera alla conquista dei suoi sogni, questo è ciò che amo condividere con la mia tribù e per questo insieme stiamo studiando alcuni bei progetti… #rocknroll